martedì, giugno 22

L'illusione che un diamante è per sempre...




Penso che ne siate al corrente: verso le 20.00 tutte le sere va in onda sulle prima rete una funny fiction veramente carina. Si chiama TG1. E’ fantastica! Parlano da anni sempre delle stesse cose e sempre allo stesso modo eppure c’è sempre qualcuno (i miei sono dei fans sfegatati) che riesce a sorbirsi certe cose.

In questi giorni, mi è capitato di osservare tra le varie “puntate” ( oltre al famigerato mondiale sudafricano) quella del braccio di ferro (eterno direi) tra FIAT e I SINDACATI.

Ora, “l’informazione” consiste nel riportare la tesi di un parte che chiameremo l’ottica della FIAT, secondo la quale siamo in un periodo eccezionale e c’è bisogno di coesione per superare il momento difficile…(tradotto lavoratore chinati e abbassati i pantaloni che non ti faro alcuno male)

Dall’altra, quella che chiameremo ottica dei sindacati, o la posizione che potremmo riassumere in “il giocattolo è mio e non me lo puoi togliere. E’ mio! Ce l’ho da 20 anni che fai me lo togli? Sei cattivo!”. Cioè la posizione “molto matura e responsabile” dei sindacalisti (che in teoria dovrebbero fare il bene dei lavoratori. Contenti loro).

Dal mio punto di vista, la situazione appare cosi: il mercato automobilistico italiano è saturo. Esiste una media di automobili “ a capoccia” che è tra le più alte del mondo. Cioè nessuno di noi ha veramente necessità di una nuova macchina. Questo vuol dire che il mercato per reggere deve essere “ultra stimolato”, ultra spremuto. E questo è quello che avviene: ogni 4-5 anni (e cioè in concomitanza delle crisi fisiologiche di mercato, calano drasticamente le immatricolazioni di macchine (mi sembra ovvio dato che in periodi più difficili, visto che le macchine non costano come il gratta e vinci, nessuno si azzarda a comprare con facilità una macchina) e si va avanti a sovvenzioni statali.

Questo lo sa bene anche la FIAT che, piano piano (e da persona che usa il cervello aggiungerei io) sta portando i suoi stabilimenti la dove costa di meno e la dove c’è un mercati in cui può vendere.

Ma c’è un problema: che ha un sacco di mano d’opera in Italia, il paese in cui è sorta, e deve trovare una soluzione. La soluzione è semplice. Con il ricatto che molta della occupazione italiana è legata ai suoi impianti, chiede in quei periodi citati prima delle “sovvenzioni statali” per “sostenere” l’occupazione. Nel 2008-2009, se non ricordo male, ha ottenuto roba come 5 miliardi di euro, tra incentivi sulle immatricolazioni e altro.

Agli italiani, che dopo il calcio mettono la Ferrari, non gli sembrava vero: oh! Raga mi cambio la macchina mi costa una cacchiata!”. E tutti contenti. Il problema Fiat sembrava risolto.

Ma dopo l’euforia, la verità torna a galla. E cioè che siamo di fronte a un settore morto. Un settore che nel giro dei prossimo 15-20 anni non ha futuro in Italia. Le macchine fra qualche anno le costruiranno le macchine e un uomo che premerà un bottone. (dalla mia spero almeno che quelle macchine saranno ecologiche, ma anche questo dipende dalla sensibilità delle persone e non della Fiat).

Che vuol dire questo?
Che un Sindacalista “responsabile” non si sveglia solo quando il padrone minaccia di chiudere ma si muove per tempo. Sa che il suo bene è che i lavoratori che rappresenta riescano a portare a casa dei soldi per sfamare le famiglie (perché infondo lavorare in Fiat o da altre parti serve a questo, esclusa qualche eccezione di qualche personaggio il cui sogno è produrre in serie i motori perla nuova Panda. Tutto è possibile). Quindi avrebbe dovuto 10 anni fa assumere un ruolo attivo: ad esempio andare dai politici e dire: ok il settore è in crisi, datemi i finanziamenti statali che mi occupo io di “reindirizzare questi lavoratori” verso altri impieghi con più futuro. (Per fare un esempio assurdo, se sono un abitante della Groelandia che è campato fin’ora di salmone e si passa da -40 a +35 gradi, è inutile che cerco ancora il salmone. Mi converrà piantare dei Banani per mangiare. Se continuo a lamentarmi con il fatto che non esistono più le mezze stagioni non mangio comunque).

Allora di chi è la Responsabilità?
E’ facile. E’ dei lavoratori della FIAT. Che stanno con le mani in mano aspettando che qualcun altro (il buono gli toga le castagne dal fuoco). Ma dalla notte dei tempi (tranne la rara parentesi degli anni 70 in cui c’era oro per tutti) a campare su questo pianeta sono quelli esseri viventi che sanno adattarsi ( e adattarsi significa ragionare su quello che è intorno a noi non quello che vorremmo).

Se lavorassi in FIAT, personalmente, sarei già su internet a a cercare una soluzione alternativa o cercherei di far gruppo con altre persone nella stessa situazione per inventarmi qualcosa di diverso.
Ma ad aspettare che i sindacalisti, o Marchionne o lo Stato mi risolvano i problemi sarei morto inculato.

La soluzione per cambiare effettivamente la realtà è una “ATTIVARSI”.
Un detto popolare sacrosanto diceva “Aiutati che Dio t’aiuta”



Nazzucau

…"Dobbiamo utilizzare il tempo come uno strumento, non come un divano."…
J. F. Kennedy

2 commenti:

Energie in divenire ha detto...

non so se la fiat è la tua personale "realtà" :)

a parte il gioco, bella analisi. è interessante quando "torni sulla terra" e dimostri come applichi tutti i proverbi/pensieri/frasi dei vari post alle cose concrete.

Mi trovi d'accordo su tutto, ma reinventarsi fa paura e crea insicurezza. Se ho 6 figli non voglio insicurezza. Non vorrei trovarmi nei panni di un operaio della FIAT adesso.

ad ogni modo, se la fiat va male, l'italia va male.
E con questo banale luogo comune (vero) ti lascio

silvio

Energie in divenire ha detto...

Sono d'accordo sul "reiventarsi" e sulle emozioni che crea.

Hai centrato il nocciolo della questione: "paura" e "insicurezza".
Sono un aspetto determinante della nostra vita.

Mi hai fatto venire un'idea per un post. Domani posto qualcosa su questo. (oggi sono un po' incasinato non so se riesco)

Nazzucau
...Fiat non è la mia personale realtà ma in "realtà" è come se lo fosse: ognuno di noi ha la sua "fiat" :)...non so se mi spiego.