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venerdì, marzo 18

Sono al mare o sulla neve?



"Esiste un modo di respirare
che è inibito e restrittivo
Ma ne esiste un altro:
un respiro d'amore
che ti conduce fino all'infinito"
(Jalāl al-Dīn Rūmī)

EMILIANO
respira cercando il mare

giovedì, novembre 4

Scendo con me stesso laggiù

Ascolta il flauto di canna,
com’esso narra la sua storia,com’esso triste lamenta la separazione:
Da quando mi strapparono dal canneto,
ha fatto piangere uomini e donne il mio dolce suono!
Un cuore voglio, un cuore dilaniato dal distacco dall’Amico,
che possa spiegargli la passione del desiderio d’Amore;
Perché chiunque rimanga lungi dall’Origine sua,
sempre ricerca il tempo in cui vi era unito.
Io in ogni assemblea ho pianto le mie note gementi
compagno sempre degli infelici e dei felici.
E tutti si illusero, ahimè, d’essermi amici,
e nessuno cercò nel mio cuore il segreto più profondo.
Eppure il segreto mio non è lontano, no, dal mio gemito:
sono gli occhi e gli orecchi che quella Luce non hanno!
Non è velato il corpo dall’anima, non è velata l’anima dal corpo:
pure l’anima a nessuno è permesso di vederla.
Fuoco è questo grido del flauto, non vento;
e chi non l’ha, questo fuoco, ben merita di dissolversi in nulla!
E’il fuoco d’Amore ch’è caduto nel flauto,
è il fervore d’Amore che ha invaso il vino.
Il flauto è compagno fedele di chi fu strappato a un Amico;
ancora ci straziano il cuore le sue melodie.
Chi vide mai come il flauto contravveleno e veleno?
Chi come il ney mai vide un confidente e un’amante?
Il flauto ci narra d’un sentiero tutto rosso di sangue,
ci racconta le storie dell’amor di Majnun:
Solo a chi è fuori dai sensi questo senso ascoso è confidato
la lingua non ha altri clienti che l’orecchio.
Nel dolore, importuni ci furono i giorni,
i giorni presero per mano tormenti di fuoco;
Se i nostri giorni passarono, dì: Non li temo!
Ma Tu, Tu non passare via da Noi,
Tu che sei di tutti il più puro!
Ma lo stato di chi è maturo nessun acerbo comprende;
breve sia dunque il mio dire. Addio!

Quanto tempo mi servirà per comprendere, profondamente, questa poesia?
Mi serviranno anni, decenni, secoli, millenni, ere o un solo attimo, un solo soffio?

Se penso a che fatica cum-prendere solo la prima parola...

EMILIANO
sopra, sotto e nelle onde del mare e del tempo

martedì, settembre 21

La pulizia dello specchio.



Il rubino

Un'amata chiese all'amante:

"Chi ami di più te stesso o me?".

"Dalla testa ai piedi sono diventato te.
Di me non rimae che il nome.
La volontà l'hai tu. Tu sola esisti.
Io sono scomparso come una goccia d'aceto
in un oceano di miele".

Una pietra diventa rubino
è colma delle qualità del sole.
Niente della pietra vi resta.
Se ama se stessa, ama il sole;
se ama il sole, è se stesa che ama.
Non c'è differenza tra questi due amori.

Prima di divenire rubino la pietra è nemica
a ste stessa.
Non uno esiste ma due.
La pietra è oscura e cieca alla luce.
Se ama se stessa è infedele: si oppone
intensamente al sole.
Se dice 'io' è solamente tenebra.
Un faraone si proclama divino e viene abbattuto,
Hallaj dice lo stesso ed è salvato.
Un io è maledetto, l'altro io benedetto.
Un io è pietra, l'altro un cristallo.
Uno è nemico della luce, l'altro la riflette.
Nell'intimo della propria coscienza, e non
mediante una dottrina,
è uno con la luce.

Lavora alle tue qualità di pietra
e diventa splendente come il rubino.
Pratica la rinuncia e accetta le difficoltà.
Vedi sempre la vita infinita nella morte dell'io.
La tua pietra scemerà si accrescerà la tua natura
di rubino.
I segni dell'esistenza individuale lasceranno
il tuo corpo
e l'estasi ti prenderà.

DIventa tutto udito come un orecchio
e otterrai un orecchino di rubino.
Scava un pozzo nel centro di questo corpo,
o prima ancora che il pozzo sia scavato
lascia che Dio attinga l'acqua.

Impegnati sempre a raschiare la sporcizia
dal pozzo.
A tutti quelli che soffrono
la perseveranza reca buona sorte.
Il Profeta ha detto che ogni prostrazione
in preghiera
è un colpo alla porta del cielo.
Se si continua a bussare,
la felicità rivela il suo volto ridente.
(tratto dal Masnavī di Jalāl al-Dīn Rūmī)


EMILIANO
l'obliquo tendente ad HU