-->Una sveglia sempre scevra di volontà non permette inizialmente di godere.
Dolci ricariche e prese di coscienza
preparano l’avvenimento.
Il sole nascente,
come ciliegia su tetto di spuma,
riscalda la brinosa terra.
Nell’aria il silenzio delle ore imberbi
incornicia l’unico suono privo d’umanità:
cesoie inesperte dividono il frutto dalla madre.
Parole stanche e solitarie
si trasformano in discorrere,
nuovi attimi di vite cominciano
col conoscersi:
antiche storie si riaffacciano al presente.
Un riso,
uno scherno,
un racconto,
e un fischiettio,
racchiudono i lavoratori,
mentre un profondo sonno
avvolge il canino infante.
Gravosi fusti,
zeppi di secchi,
saturano il maleodorante carro,
pronto per l'ultima corsa. La pesa,
il conteggio,
la separazione
trasformano, dunque, il prezioso dono
nel succoso nettare.
Ancora una volta,
l'attesa annuale
offuscherà la memoria
ed il venturo autunno
tornerà a stupire...
Emiliano?
...e la Terra...